Al Museo Novecento, la serie fotografica in cui l’artista invita le donne ucraine rifugiate a raccontarsi attraverso immagini e interviste.

Il progetto prende il nome da Saint Javelin, un’immagine nata e diffusa durante la guerra in Ucraina che raffigura la Madonna con in braccio un missile anticarro, lo javelin, simbolo della resistenza. La nuova iconografia di una madre armata ribalta quella di Maria che sostiene in braccio suo Figlio, richiamando alla mente la morte e la violenza più che la vita e l’amore.

[St. Javelin. Kira. Futuro © Julia Krahn 2022]

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, lo scorso 25 novembre 2022, il Museo Novecento ha rinnovato il proprio impegno contro la discriminazione di genere attraverso “St. Javelin”, l’ultima serie fotografica di Julia Krahn (nata a Jülich nel 1978, cresciuta ad Acquisgrana, vive e lavora a Milano e ha aperto uno studio a Sorrento). Nel progetto a cura di Sergio Risaliti, l’artista multidisciplinare tedesca invita le donne ucraine rifugiate a raccontarsi attraverso immagini e interviste.

Nel loggiato esterno del Museo Novecento sono installate dieci bandiere recanti i ritratti di donne ucraine rifugiate, sorta di icone laiche che si impongono nello spazio con tutta la forza e la dignità del messaggio che veicolano, un messaggio di resistenza e di pace.

All’interno della serie fotografica è presente anche un autoritratto dell’artista, immortalata mentre stringe in mano la sua arma, la macchina fotografica, che invita le rifugiate a fare lo stesso, descrivendo le proprie armi di resistenza quotidiana, fatte per costruire e mai per distruggere.           

[St. Javelin. Aleksandra, 8 Marzo © Julia Krahn 2022]

«Non parlo della guerra, delle sue impossibili ragioni per esistere o di chi la sta tenendo accesa, ma delle persone che la subiscono. Indifferentemente da pensiero, posizione o status, sono fuggite per salvare i loro bambini e hanno lasciato indietro i loro mariti, Oltre alla propaganda esistono persone reali. Ognuno con la sua storia. Io accolgo in studio chi ha voglia di condividere la sua» spiega Julia Krahn.

Una seconda installazione è realizzata nel loggiato interno al primo piano del museo, dove viene esposta la serie Die Taube, che presenta otto fotografie stampate su carta per affissione (affiches) e riprodotte in grande formato. In Die Taube l’artista torna sul tema sacro dell’Ultima Cena, cui si dedica fin dal 2010, e attraverso la metamorfosi di un piccione in colomba bianca, poi macchiata di un rosso intenso, ripercorre la pratica dei sacrifici antichi. Le immagini, grazie all’immediato richiamo spirituale e al simbolismo cristiano, instaurano un vivo dialogo con il loggiato, in passato dedicato al ritiro e alla meditazione, e allo stesso tempo invocano, come le donne ucraine ritratte nelle vele al piano terra, un chiaro messaggio di speranza, di trasformazione e di passaggio verso una nuova convivenza. 

M.C.S.
Ufficio Stampa, novembre 2022
Immagine di copertina: St. Javelin. Marina. Maternità © Julia Krahn 2022

JULIA KRAHN. ST. JAVELIN
25 novembre 2022 – 29 gennaio 2023

Museo Novecento
Piazza di Santa Maria Novella, 10 – Firenze            
Tel. +39 055 286132
info@musefirenze.it  
www.museonovecento.it

Die Tauben © Julia
Krahn